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Il Sabotatore... 10 anni dopo

  • Immagine del redattore: Kitsune
    Kitsune
  • 31 ott 2019
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 2 giu 2020

Quando si tratta di videogiochi, una delle cose che più adoro è acquistare titoli della scorsa generazioni usati. Non solo per risparmiare qualche dindino; ma anche perché, tra gli scatoloni dell'usato, si nascondono spesso e volentieri giochi eccellenti che, per una serie di motivi, non ricevettero il successo che gli spettava ai giorni della loro uscita. Mi è capitato di spendere 5/10 euro per capolavori che, seppur tecnicamente più arretrati, avrebbero potuto tranquillamente competere con svariati tipla A del momento, venduti per almeno 50 euro di più.


Così facendo, ne ho accumulati e giocati davvero moltissimi in questi anni, per PSP, PS2... ma soprattutto per la PS3. Oltre 60 giochi, alcuni dei quali hanno lasciato un segno indelebile nella mia carriera da videogiocatore (Binary Domain, la trilogia di Uncharted, Vanquish, Just Cause 2, Wolfenstein, Ninja Gaiden Sigma...). Eppure, tra tutti quei grandi giochi, mancava ancora qualcosa. Qualcosa in grado di chiudere col botto la mia esperienza con la precedente generazione, prima di passare alla successiva. Mancava un pezzo da collezione fin troppo unico per lasciarselo sfuggire proprio ora che avevo già quasi esaurito il vasto parco giochi della consolle... Qualcosa di oscuro e passato in sordina ai suoi giorni.


E così, mi imbattei in The Saboteur. Un titolo che avevo incrociato più di una volta tra i pieni scatoloni dell'usato, ma che avevo quasi sempre snobbato. Eppure, anni dopo eccolo tra le mie mani per un prezzo irrisorio. Un open world piuttosto vecchiotto... uscito 10 anni fa e praticamente dimenticato, da allora. Questi giochi dalla storia un po' sfortunata hanno sempre un loro certo fascino, secondo me... belli o brutti che siano. E The Saboteur, lasciatemi dire, rientra di diritto tra i primi.


Nel gioco impersoneremo l'irlandese Sean Devlin, un ex pilota di corse e meccanico che è giunto in una buia Parigi degli anni '40, a seguito di alcuni eventi piuttosto tragici.

La capitale nazista sarà proprio il palco del protagonista, in cerca di vendetta contro i nazisti, colpevoli di aver distrutto la sua vita e quella della sua "famiglia": l'anziano Vittore, mentore dell'uomo; il suo migliore amico Jules e sua sorella, Veronique.

Da qui in avanti, Sean si unirà alla resistenza Francese e tra carneficine, sabotaggi, e stragi furtive, vivremo una grandissima avventura variopinta di colpi di scena e momenti incredibili, arricchita da personaggi interessanti e ben sviluppati, primo tra tutti lo stesso Sean (sarà impossibile non affezionarsi almeno un po' a questo sboccatissimo irlandese!). L'intera vicenda narrata è entusiasmante e terrà incollati allo schermo fino al finale del gioco che, tuttavia, ho trovato un tantino più piatto rispetto a tutto il resto.


C'è da dire che, al di là dell'aspetto narrativo, il vero punto di forza di The Saboteur è proprio il gameplay che ci pone dinanzi. Oltre che la classica esplorazione tipica dei giochi open-world, il titolo ci permetterà di arrampicarci e scalare i tetti di una vivissima Parigi, ricostruita in modo ottimale e costituita da zone che brulicano di nazisti, pronti per essere sgominati. Avremo a disposizione cariche di esplosivo per sabotare infrastrutture e basi tedesche; oppure la possibilità di camuffarci e cogliere i soldati di sorpresa, senza destare sospetti. Tutto incanalato da una dose di azione sopraffina, dove potremo alternare violenti scontri a fuoco con furiose scazzottate. Alle prime il gioco potrebbe risultare un tantino ostico e macchinoso, ma proseguendo nell'avventura tutto risulterà spontaneo e soddisfacente, vista l'ottima gestione dei comandi per le numerose possibilità che il titolo offre.



Sparatoria sul treno, esplosioni ovunque. 007 gli spiccia casa...


Anche la mappa di gioco risulterà vasta ed eterogenea, davvero stuzzicante da visitare (tra curate zone di campagne e ricostruzioni di quartieri parigini). Eppure, portata a termine la campagna principale (che comunque durerà oltre 20 ore!) e le poche missioni secondarie, l'ambiente circostante apparirà un tantino monotono, vista la mancanza di sfide o contenuti extra. I completisti potranno divertirsi a sabotare tutte le infrastrutture naziste lasciate incompiute durante le missioni principali... ma, alla lunga, il tutto tenderà a risultare ripetitivo. Qualche sparatoria o attività in più non avrebbero affatto guastato... Ma comunque, si potranno rigiocare le missioni principali, oppure causare il caos per la vasta mappa, affrontando orde di nazisti che ci inseguono per le strade di Parigi. Perfetto per rilassarsi e giocare staccando totalmente il cervello!


Apprezzabile la grafica, seppur in più di un'occasione potremmo incappare in bug o glitch (alcuni dei quali anche piuttosto divertenti). Di gran pregio, invece, il sonoro: la soundtrack, seppur caratterizzata da pochi brani, è notevole. Tra le note jazzate di grandi classici degli anni '30 e '40, tutti i brani daranno una spinta in più al gioco e renderanno l'avventura di Devlin davvero memorabile.

Un po' più fiacco è il doppiaggio italiano, che (come per molti altri videogiochi dell'epoca) probabilmente sarà stato diretto un po' a risparmio. Tuttavia, alcune delle voci danno un'ottima resa ai personaggi... In particolar modo, proprio Sean, è doppiato divinamente dal bravissimo Silvio Pandolfi. E vi garantisco che non potrete fare a meno di ridere per certe battute in italiano...


Nel complesso, dunque, The Saboteur è uno di quei giochi che avrebbe meritato notevolmente di più ai suoi tempi. Certo, alcune delle premesse non spiccano per originalità; ma altre sono totalmente uniche e rese alla grande. Per gli amanti dei giochi story-driven, peraltro, è un gioco da non lasciarsi scappare, a parer mio. Un lavoro maggiormente rifinito lo avrebbe innalzato ad autentico capolavoro, ma per il prezzo che costa ora ci si può totalmente accontentare.

Se dunque disponete di una consolle old gen, o di un pc di prestazioni anche minimali, vi consiglio caldamente di recuperarlo. Non lasciatevelo sfuggire se ne avete l'occasione, potrebbe colorare i vostri pomeriggi in modo decisamente più ottimale di tanta altra roba venduta per una fortuna!


Io, nel mio piccolo, sono estremamente soddisfatto di aver "chiuso" (la PS3 ce l'ho ancora montata, quindi è solo un arrivederci!) la mia lunga esperienza old gen con The Saboteur.

So long sabotatore... Ora si passa a PS4. E Addio agli usati a 5 euro...







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