25 dischi per riassumere il 2020
- Kitsune

- 3 mag 2021
- Tempo di lettura: 13 min
Aggiornamento: 14 mar 2023
Non mi sono sbagliato io; avete letto bene.
Venticinque, sì.
Perché così tanti?
Sia perché di una top 10 convenzionale, nella quale vi elenco i pregi (e i difetti, qualora ce ne fossero) degli album che più ho apprezzato durante l'annata intercorsa, non ne ho assolutamente voglia; sia perché molti di quei dischi sono già stati trattati esaustivamente in recensioni complete o minori (nei Reme-DDM) e infine... perché questo è un autentico regalo di cortesia per farmi perdonare del mostruoso ritardo nel consegnare questa "classifica" di fine anno, visto che so quanto ci tenete (il 31 Dicembre so bene che siete stati lì, tutti infervorati al cenone, a scervellarvi sulle mie scelte musicali annuali... Non dovevate, ragazzi...). Non temete, eccomi qui con un altro articolo corposo all'inverosimile dove ripercorrerò, piano piano, tutta la musica più sfaccettata, meritevole e valida che HO avuto modo di ascoltare durante i 12 mesi più assurdi che l'umanità abbia mai ricordato da almeno una settantina d'anni a questa parte.
Ora, passiamo in fretta alle note dolenti, visto che il tempo non è magnanimo: come funziona 25 dischi per riassumere il 2020? Alcuni chiarimenti:
Si tratterà solo e soltanto di album USCITI nel corso del 2020 e che ritengo meritassero di formare questo percorso di lettura musicale.
Non si tratta di una classifica: non c'è un'ultima posizione, un podio o un vincitore. Soltanto dischi, su dischi, su dischi. Niente distinzioni sulla base di "migliore/peggiore"; proprio perché si tratta esclusivamente di un condensatissimo riassunto musicale del 2020.
Se musica di un determinato genere musicale sarà presente in quantità maggiore, ciò non implica il fatto che questo sia un articolo tematico o dedicato a suddetto filone.
Se "album X" fosse assente dalla lista, ciò non sta a significare che NON mi sia piaciuto: molto probabilmente non l'ho neppure ascoltato, o (qualora l'avessi fatto) semplicemente non mi ha colpito tanto quanto altri.
Questo è un pezzo di scrittura soggettivo e, come tale, frutto delle mie preferenze. Scontato, ma sempre giusto sottolinearlo. Se qualcuno dei dischi presenti non vi fosse piaciuto... Se ritenete ingiusta l'assenza di Pinco a favore della presenza di Pallino... Insomma: se percepite l'urgenza di polemizzare, contate fino a 10 e ricordatevi la premessa di quest'ultimo punto.
Fatta chiarezza, comme d'habitude, sulle consolidate ovvietà che ogni volta è necessario stare a ribadire (è sempre bene vista la MASSICCIA(!!!) dose di lettori quotidiani che sfogliano le pagine di questo blog, non vorrei qualche neofita si trovasse impreparato...), ci tengo a presentare un po' anche il programma di ciò che andrete a leggere - per rassicurarvi e giusto per non terminare questo cappello introduttivo prima del necessario: tutti gli album da qui in avanti saranno trattati brevemente, riassunti al nocciolo, quasi del tutto privati di termini tecnici e divagazioni particolarmente specifiche. Sarà un "botta e risposta" (o un "pagellone"; se preferite) piuttosto essenziale, privo di fronzoli, complessi giri di parole e arrampicate sugli specchi: poche parole per ciascuno, tanta ironia, tanta minuziosa oggettività(...) e un conciso giudizio finale suddiviso in tre categorie:
STELLARE = aspettative ripagate in pieno; disco ottimo/eccellente.
SORPRESA = tanta qualità inaspettata, sia che si tratti di un artista/gruppo a me già noto; sia che si tratti di una novità a tutti gli effetti.
ESSENZIALE = i dischi che ho più ascoltato durante l'anno e ritengo meritino un posto in ogni collezione.
(N.B.: molti dei dischi già trattati nel corso dell'anno, assenti dalla lista, rientrano senza problemi in ciascuna delle tre categorie)
Se riesco ad incuriosirvi e ad invogliarvi ad ascoltare ciò di cui parlerò, tanto meglio... Altrimenti pazienza: avrete comunque letto qualcosa, e male non vi fa!!1!
Tutti coloro alla ricerca di pretenziose analisi da latte alle ginocchia (scherzo sulle stesse cose che scrivo, non fateci caso), invece, dovranno accontentarsi: per quelle, ricordo che ci sono sempre i Reme-DDM (riprenderanno prima o poi, non temete) e le recensioni lunghe. Per stavolta, qualcosa di meno impegnativo... anche perché, diciamocelo; la musica non è solo quello. Ogni tanto ci vuole anche un po' di...
Arabs In Aspic – Madness and Magic
Un po’ di pazzia e magia, che diamine! E gli Arabs In Aspic, per quel che mi riguarda, incarnano alla perfezione entrambi gli elementi. Con quest’ultimo full lenght la band norvegese dà pieno sfoggio e riprova di tutto il proprio estro creativo, sensibilità artistica, versatilità e delle eccezionali abilità di ciascun componente. Organo hammond a manetta, chitarre lisergiche, vocals esotiche, atmosfere sognanti e tante citazioni ai giganti degli anni ‘70 (tra tutti Sabbath e Gentle Giant), rendono Madness and Magic un’autentica stregoneria.
(STELLARE)
The Dream Syndicate - The Universe Inside
Terzo disco di reunion dei leggendari The Dream Syndicate, The Universe Inside è tutt'altra pasta rispetto ai due predecessori, ma della stessa indiscutibile qualità. Solo 5 brani, tutti lunghissimi e incastonati tra loro a testuggine in una contorta spirale di frattali e sgargianti colori; tra neo-psichedelia, jazz, rock ed elettronica di ogni forma. Dal Davis dell'era Bitches Brew, alle improvvisazioni dei primi Soft Machine, questo disco è un trip allucinogeno (rigorosamente senza droghe) da cui faticherete a trovare una via d'uscita. O, probabilmente, nemmeno vorrete...
(STELLARE)
Lazuli - Le Fantastique Envol De Dieter Böhm
Uno dei primi dischi su cui ho messo le mani lo scorso anno, quando ancora l'idea di una pandemia non ci sfiorava neanche lontanamente. E in effetti, Le Fantastique Envol De Dieter Böhm, è proprio questo: un fievole, lontano ricordo nostalgico; un art/progressive rock cesellato ed emozionante, i cui brani si legano l'un l'altro in un'unica, lunga suite spaziale. Una rock opera di tutto rispetto che, pur senza rinnovare di alcunché lo stile dei Lazuli, si aggiudica il podio per uno dei loro migliori lavori.
(STELLARE)
Hedvig Mollestad - Ekhidna
Un frullato tutto strumentale di jam chitarristiche fracassone e rockeggianti, condotte dalla bravissima Hedvig Mollestad Thomassen; per una volta lontana dal suo consolidato trio. Ekhidna è un tour de force di sinergia orchestrale, dove fan da padrone violente percussioni e fiati à la bubblegum pop. L'anima è sempre jazz/fusion, ma il corpo è un possente gigante di roccia pesante...
(STELLARE)
Lykantropi - Tales to be Told
I Lykantropi sono una band svedese che mi piace definire come "Woodstock revival"; in quanto autori di un acid rock/folk psichedelico, modernizzato e fresco, che non suona datato, ma ben si adatta alla musica contemporanea. Col loro terzo lavoro Tales to be Told, in particolare, la band pittura uno splendido dipinto a tinte di musica "nordica" e dream pop, senza dimenticare la giusta dose di rock retro. Un album magnifico e un ponte diretto tra il 1969 e il presente.
(STELLARE)
Gesu No Kiwami Otome - Streaming, CD, Record
Senza distaccarsi troppo dall'abituale, i Gesu No Kiwami Otome tornano in studio per incidere il meglio che possono offrire. Streaming, CD, Record, pur senza discostarsi dalla (indefinibile?) comfort-zone della band, riesce ugualmente a stupire e lasciare a bocca aperta. Con 12 brani ispiratissimi e privi del benché minimo difetto, Enon Kawatani e i suoi non sembrano mostrare segni di cedimento artistico anche di fronte ai loro 20 dischi annuali e le 200 band parallele. Quando la musica è di casa...
(STELLARE)
Pat Metheny - From This Place
La coincidenza d'anima perfetta per il 2020, già solo l'artwork in copertina ne rappresenta l'essenza. From This Place è un vulcanico connubio tra fusion, spettacolarità cinematografica, musica classica, post-rock, chamber music; giustapposti alla purezza del jazz più limpido e ricercato. Un disco che riassume il genio innovatore di Metheny al meglio.
(STELLARE)
Mariana Semkina - Sleepwalking
La magica vocalist del duo Iamthemorning effettua una sosta tra le vie del materiale solista: sebbene non lontano dalla musica del suo gruppo, Sleepwalking è un disco soave, vellutato ed intriso di emozioni; la colonna sonora perfetta per un viaggio alla ricerca di sé stessi. Undici brani mozzafiato (non che ci fossero dubbi), che definiscono al meglio la personalità e la maturazione artistica della musicista.
(STELLARE)
Vennart - In the Dead, Dead Wood
Con Mike Vennart è un dato di fatto che si giochi in casa: l'ex-leader degli Oceansize torna col suo terzo episodio solista e lo fa senza avvertire nessuno. Anche qui, ci troviamo di fronte ad un lavoro non troppo lontano dalle corde del musicista, ma non per questo meno stupefacente: dalla furia di un guitar work pirotecnico, alle ballate toccanti, quest'album è un concentrato di imprevedibilità che farà gioire chiunque ricerchi pesantezza ed eleganza riunite in un unico LP.
(STELLARE)
Tricot - Makkuro; 10
Già incontrate tra le fila del blog, "le" Tricot si sono date da fare in piena pandemia: non uno, ma ben due dischi nello stesso anno. Questa coppia di album, Makkuro e 10, compie un leggero passo indietro dal genere al quale sono da sempre associate (Math Rock), favorendo una formula di indie/alternative rock più canonica, ma non per questo banale: il songwriting ad ampio respiro, infatti, rende entrambi gli LP piacevoli e ricchi di notevoli spunti chitarristici e canori. Vocals esplosive, riff taglienti e brani incisivi quanto basta.
(STELLARE)
Frutería Toñi - El porvenir está en las huevas
Il progressive rock cucinato in Spagna è raro, ma sempre spettacolare, e i Frutería Toñi ne sono l'esempio lampante: con El porvenir está en las huevas, il quintetto di Malaga pone l'enfasi sulla tradizione prog sud-americana, ma in un'interpretazione più moderna del genere che si rifà ad eclettici artisti esteri; come i Phish o Frank Zappa. Un compendiato di jazz rock d'avanguardia e di indiscutibile qualità, che soddisferà anche i palati più esigenti.
(SORPRESA)
Thurston Moore – By The Fire
Da Thurston Moore sai che puoi aspettarti tanto... e By the Fire non tradisce affatto questa premessa: gli elementi che innalzarono i Sonic Youth ad autentici dèi della musica rock sono tutti qui; dal consolidato soppalco noise, alle cavalcate chitarristiche tetre e minacciose. Come se non bastasse, l'artista esplora una dimensione tutta nuova, fatta di psichedelia cristallina e suoni più atmosferici, costruendo così un personalissimo connubio tra i fasti del passato e rinnovate esigenze creative.
(SORPRESA)
Pattern Seeking Animals - Prehensile Tales
Accolto dalla critica "specializzata" un po' tiepidamente, il supergruppo spin-off degli Spock's Beard rilascia in realtà un lavoro incantevole: catchy, colorato e ben prodotto, Prehensile Tales sfoggia tante idee fresche e non appesantisce l'ascoltatore con la barocca complessità tipica del progressive rock più intricato.
(SORPRESA)
Aksak Maboul - Figures
Potrei scrivere che questo doppio album è stupendo e chiuderla qui. Invece no; mi limiterò ad aggiungere che è perfetto: Figures è la sperimentalità e l'unicità che ti aspetteresti nel 2020 dove "tutto è già stato composto". I francesi Aksak Maboul smentivano questo preconcetto a fine anni '70 e lo smentiscono anche oggi, 40 anni dopo. Un trip di fantasia ed enigmaticità, 22 brani che valgono ogni secondo.
(SORPRESA)
Kadavar - The Isolation Tapes
I tedeschi Kadavar sono una delle band di punta dello stoner rock odierno, non di rado associati agli anni di Woodstock, alla retro-psichedelia e l'hard rock anni '70. Con The Isolation Tapes, tuttavia, il trio sembra spingere meno sull'acceleratore "pesantezza", per concedersi una gita tra epoche e stili differenti: c'è la cultura hippie, l'immaginario anni '80, l'elettronica anni '90, il vintage pop e i primi Pink Floyd... Tutto impacchettato in un disco scorrevole, coeso e scintillante.
(SORPRESA)
Once and Future Band - Deleted Scenes
Un po' di pop floreale alla Beatles? Una po' di jazz rock alla Steely Dan? Un po' di alternative alla Jane's Addiction...? Tutti elementi amalgamati e re-interpretati appositamente per l'occasione: con Deleted Scenes, gli Once and Future Band si cimentano in un album a metà tra anni '70 e presente, leggero e pieno di energia positiva. Una prova post-esordio sfavillante, colorata e carica d'energia.
(SORPRESA)
Alias - The Second Sun
Non mi sbilancio troppo nell'affermare che, qualcosa del genere, in Italia così come nel mondo, non mi era mai capitato di ascoltarla: The Second Sun è uno straordinario melting pot di contaminazione multietnica; vocale e strumentale. World music, elettronica, new wave, musica classica, bossanova, rock, jazz e tanto altro si sposano in questo valzer ricco di vitalità e di spirito; lo stesso della cosiddetta Scuola di Napoli (Osanna, Napoli Centrale...), 50 anni dopo.
(SORPRESA)
Idris Ackamoor, The Pyamids - Shaman!
Veterano jazz del nuovo millennio, Idris Ackamoor (con la sua Pyramids ensemble) è in pieno fermento creativo, e Shaman! è certamente una lettera d'amore rivolta al mondo della musica. Un originalissimo album jam-oriented, che racchiude in sé un secolo di tradizioni afro-jazz in ogni sfumatura, impreziosite da ricami di fusion/funk, psichedelia eterea, musica etnica e tanto altro ancora. Un’autentica odissea del suono; un disco carico di vitalità e divertimento, che di questi tempi non possono che giovare.
(SORPRESA)
Pure Reason Revolution - Eupnea
Torna un gruppo che, a suo tempo, sembrava destinato a riportare in vita l'allora scomparso dai radar progressive rock. I Pure Reason Revolution, riunitisi dopo un decennio, ci deliziano con un album che ha certamente reso la quarantena più tollerabile: Eupnea è il degno, vero successore del loro acclamato The Dark Third; ne richiama tutta la tenacia e lo spirito, senza rinunciare a tante idee fresche e moderne. Tanta classe da vendere per un disco di reunion a regola d'arte.
(SORPRESA)
Magick Brother & Mystic Sister - Magick Brother & Mystic Sister
Il chiaro rimando ai Gong nel nome mi aveva incuriosito, ma non potevo immaginare tutto ciò: Magick Brother & Mystic Sister è l'album che attendi per tutta la vita e arriva quando meno te lo aspetti. L'abilità della band sono sconfinate e le influenze musicali disparate, amalgamate in un lavoro indescrivibile a sole parole. Atmosfere ipnotiche e rarefatte, jazz funk a colpi di basso e flauto traverso, "library music" da film erotico all'italiana, psichedelia Canterburyana... Se gli Arabs erano stregoneria, questa è magia nera.
(SORPRESA)
Homunculus Res - Andiamo in giro di notte e ci consumiamo nel fuoco
L'indie italiano ha proprio stancato, vero? Fortuna che in Sicilia abbiamo 5 pazzi scatenati che ne ribaltano totalmente l'essenza in poche e fortunate mosse: ripescando dal vasto patrimonio che è stata la scena di Canterbury, gli Homunculus Res arrivano alla quarta prova discografica in forma smagliante. Un rock/pop jazzato, dalle briose tinte neo-psichedeliche, che diverte ed allieta coi suoi brani leggeri e i testi stravaganti.
(ESSENZIALE)
Ichiko Aoba - Windswept Adan
Conoscevo la bravissima Ichiko Aoba da prima che spopolasse e folle di analfabeti musicali infilassero gli artigli tra le sue membra. Ma sapete cosa? Li capisco. Sì, insomma... come si fa a non amare Windswept Adan? Un gioiello di ricamato art pop (o "chamber folk", per i più profumati...), uno di quei dischi in grado di riportarti in pace con l'intero universo; per mezzo della sua ricercata semplicità, gli arpeggi iponitici, le vocals intimiste, o le malinconiche atmosfere autunnali. Quello che preferite; un capolavoro resta...
(ESSENZIALE)
Pendragon - Love Over Fear
Ostentare musica "neo prog" al giorno d'oggi, ricalcando gli stessi stilemi degli anni '80/'90, equivarrebbe ad un attentato verso la sanità. Fortunatamente, i Pendragon non sono mai stati attratti dai pomposissimi sintetizzatori del genere a cui vengono da sempre associati, prediligendo sin dagli esordi una formula di songwriting più melodica e Floydiana. Con Love Over Fear ascoltiamo tutta l'intimità e l'emozione che il gruppo è in grado di trasmettere; tra atmosfere sognanti ed echi di chitarre cristalline. Un disco di quelli che servono.
(ESSENZIALE)
Motorpsycho - The All Is One
Infallibili e instancabili, anche stavolta i Motorpsycho fanno pieno centro (se non addirittura TOTALE): The All Is One chiude la trilogia di Gullvåg col botto. Un doppio album ispirato, maturo ed inverosimilmente eclettico; un disco che lascia il segno. Sempre più scontato ribadire, anche in questo caso, che la band norvegese sia puntualmente sinonimo di garanzia e infinita costanza.
(ESSENZIALE)
(Quando leggerete queste righe sarà già disponibile il loro nuovo disco, firmato 2021, Kingdom of Oblivion; NDR)
Omnipotent Youth Society – Inside the Cable Temple
Nonostante il successo dell'album di esordio li abbia consacrati ad autentiche leggende, i cinesi O.Y.S. si son tenuti lontani dalle incisioni in studio per un intero decennio: il tempo necessario per scrivere una pagina di musica del calibro di Inside The Cable Temple. Il disco non soltanto innalza il ricercato stile art rock della band, arricchendolo di ricamati ornamenti jazz e folk, ma racconta la mitologia cinese in un concept dai toni epici e rigogliosi. Contemplativo, maestoso, poetico; un'opera da antologia.
(ESSENZIALE)
Ed eccoci qui, finalmente! Ecco il consolidato monologo di fine pagina; le ultime righe di riflessione. Stavolta non ci sarebbe molto da dire, ma se siete tra quei pochi giunti fino alla fine, allora tanto vale che restiate per gli INTERESSANTISSIMI retroscena dietro quest'articolo. Chissà che non vi attenda qualche ulteriore sorpresa dietro l'angolo...
Come avrete sicuramente intuito dalla data di oggi, si potrebbe (quasi) dire che io me la sia presa comoda. In parte è sicuramente così, ma ci sarebbero molteplici altre motivazioni dietro questo ritardo. Una di queste è sicuramente la precisione che riservo a questi articoli monolitici (e fidatevi che per la scrittura sono un perfezionista, di quelli ossessivi-compulsivi ahimé...); sia perché ho voluto prendermi del tempo per sviscerare ed ammucchiare per bene tutti questi begli album, nonché attendere il tempo necessario per verificare se mi fossi perso qualche ulteriore release notevole (e così è stato; alcuni di questi dischi li ho scoperti relativamente poco tempo fa). In più, come già accennavo, ho volutamente evitato il formato "classifica" poiché altri dei miei dischi preferiti del 2020 erano già stati trattati ampiamente nei Reme-DDM (Lunatic Soul, King Gizzard & The Lizard Wizard, Fish, Dyble Longdon, Kraan...), e ho preferito concentrarmi sul resto della musica ascoltata che non avevo ancora trattato (eccezion fatta per i Tricot; di cui, in ogni caso, si era occupato Chopin e non io). Ovviamente, anche per evitare di ripetermi.
La verità è che avrei voluto inserire tanto altro ancora, ma lo spazio era questo e, non possedendo ancora né il dono dell'ubiquità, né tanto meno quello di dilatazione del tempo, non ho potuto ascoltare qualsiasi cosa sia uscita nel 2020 (ma proprio qualsiasi). Mi sarebbe piaciuto; esiste troppa bella musica ancora non scoperta che meriterebbe un ascolto. Quindi, questo è un messaggio: qualsiasi bel disco che non ho ascoltato, si merita questo spazio di vincita simbolica. Che sia qualcosa che non ho avuto (o magari non ho voluto, per chissà quali ragioni...) tempo di ascoltare (vero, Bob Dylan?); che sia qualcosa che vi è piaciuta e avreste voluto meritasse un posto anche in questa "classifica"; che sia qualcosa di cui non ho mai sentito parlare, di cui non so niente ma so che, da qualche parte nel cosmo, esiste davvero e mi attende: di qualunque cosa si tratti, la premio qui e spero che, prima o poi, le mie orecchie e questo qualcosa si incroceranno da qualche parte.
OK, bene: fine del momento smielato (nonostante a conti fatti, siano tutte cose che penso realmente). Spero vi sia piaciuto questo tour de force e che abbiate trovato qualcosa di vostro gradimento! Qualora già conosceste tutto... Be', allora spero che potremmo essere d'accordo con le scelte effettuate. E se così non fosse... Be', ricordatevi che quest'intero articolo non si tratta di "I 25 migliori..." o "I miei 25 preferiti...", ma soltanto di... be', album. Accatastati l'uno sull'altro. Senza criterio. Senza...
Oh, già...! Scusate. Mi ero dimenticato. Eccovi la sorpresa:
Questa è la playlist spotify con tutti i dischi dell'articolo + gli altri miei preferiti del 2020 (sono 50 album + 10 EP).
E questo è il miglior EP del 2020. Oggettivo, sì.
Bravi che siete rimasti fino alla fine.
Alla prossima!
:^)




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